Trattoria Arlati

Fa piacere ogni tanto andare alla ri-scoperta di luoghi milanesi che hanno fatto la storia della città e che sono stati pionieri di una modalità di combinare l’intrattenimento, il cibo e la cultura in un’epoca in cui ancora non esistevano così tante Anime Nascoste. La Trattoria Arlati è un posto magico, a tutte le pareti sono appesi quadri di artisti del Novecento che hanno regalato le loro opere d’arte in cambio solo di pranzi e cene. Ci sono nomi che hanno poi raggiunto i vertici del mercato dell’arte contemporanea, come Botero o Urano Palma che ha realizzato addirittura delle sculture site specific per una delle sale. Accanto a loro ci sono anche pittori e scultori che non hanno mai raggiunto la Fama, ma nessuno è stato tolto dalle pareti ed è bello assistere a una grande mostra spontanea in cui i soliti noti non spiccano e, anzi, la scelta dei migliori è affidata al gusto degli avventori, che hanno la possibilità di mangiare circondati dall’arte. Il merito di questa iniziativa è di Luigi Arlati, che fondò la trattoria nel lontano 1936 e fin dai primi anni scelse di essere mecenate e talent scout. A lui ora è dedicata una intera sala della trattoria. La storia del luogo è proseguita con Mario, padre di Leopoldo, attuale titolare. Con Mario – siamo negli anni del boom economico dopo le sofferenze della guerra e della ricostruzione – la trattoria apre anche la sera e cominciano le iniziative culturali al piano di sotto, nel piccolo meraviglioso palco che da oltre cinquant’anni ospita serate musicali d’eccezione. Mario era musicista e molto amico di Lucio Battisti, che artisticamente è nato qui, insieme ad altri nomi che sono poi decollati, come Renato Zero, Loredana Berté, Mario Lavezzi, ma anche Teo Teocoli e Diego Abatantuono. Sostiene Leopoldo che quelli erano altri tempi, senza troppe regolamentazioni e restrizioni per gli artisti e per i gestori dei locali. E quindi era molto più facile di adesso far nascere spontaneamente una serata. Senza preavviso, dopo cena, solo per divertirsi in compagnia, quei giovani artisti salivano sul palco e provavano i loro pezzi, ne improvvisavano di nuovi, coinvolgevano il pubblico e animavano nottate che sono rimaste impresse nella mente di chi ha avuto la fortuna di trovarcisi per caso. Leopoldo ha ripreso l’attività del padre verso la fine degli anni Novanta, dopo una decina di anni di pausa, che coincidono con il periodo più opaco della vita culturale milanese. Adesso le cose sembrano andare bene, si respira una nuova fiducia nell’aria e le serate musicali alla Trattoria Arlati procedono alla grande, con due appuntamenti fissi settimanali: il martedì sera jazz e il venerdì cover band, per accontentare sia i palati più raffinati sia chi ha voglia semplicemente di passare una cena in compagnia di musica conosciuta. Le serate del venerdì sono quasi sempre animate dalla band dei Locomotion, quattro musicisti con tanta esperienza e passione, che hanno ormai fidelizzato un pubblico numeroso che affolla la sala della trattoria, che arriva a contenere fino a circa cinquanta persone sedute. Il martedì va in scena la spettacolare New Orleans Creole Band che suona Dixieland, il jazz degli anni Venti, in sei o sette elementi sul piccolo palco. La chicca di quest’anno è stata la presentazione del libro “Che musica a Milano” del giornalista musicale Giordano Casiraghi, innamorato di questo luogo che ha scoperto di recente proprio perché quasi tutti i cantanti famosi sono passati di qui all’inizio della carriera. Visto il successo della serata a cui hanno aderito anche molti vip, Leopoldo ha deciso di replicarla il 5 di ogni mese.

TRATTORIA ARLATI
Via Alberto Nota, 47
Tel. 02 643 3327
www.trattoriaarlati.it

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