The Workbench

Riflettere sull’arte contemporanea sembra essere una delle urgenze più sentite dai giovani curatori e studiosi indipendenti. Dopo avere incontrato spazi come Dimora Artica, Circoloquadro, Peephole e molti altri simili e forse complementari nel panorama di una Milano in evoluzione, è la volta di conoscere più da vicino The Workbench, uno spazio espositivo ricavato dal recupero di un vecchio laboratorio orafo di proprietà della famiglia Orlandi, di cui Alberto, attuale gestore, rappresenta la terza generazione. L’attività negli anni si è trasformata e ampliata, ma rimangono nel locale alcuni arredi tipici dell’arte orafa, in particolare vi sono due file di tavoli da lavoro (“workbenches” appunto) e il pavimento che serviva a trattenere l’uscita di pagliuzze d’oro all’esterno del laboratorio, oltre a un imponente macchinario in metallo che accoglie i visitatori all’ingresso, tra due colonne bianche. Pietro Di Lecce, direttore artistico dello spazio dalla sua nuova inaugurazione nel dicembre 2013, punta a collegare arte contemporanea e antica tradizione dell’artigianato in tutte le sue forme, mettendo in comunicazione due mondi differenti ma complementari. L’attività si è sviluppata intorno all’idea di dar vita a mostre “ibride”, dove l’arte contemporanea entra in sinergia con l’artigianato di alto livello. The Workbench, il tavolo da lavoro, come suggerisce il nome stesso, diventa luogo di sperimentazione dove l’involucro non è un mero spazio espositivo ma è anche il mezzo per la produzione artistica. Ospitando progetti d’arte contemporanea, si connota come uno spazio pensato per far emergere parallelismi, somiglianze e contrasti fra l’attuale progettualità artistica e la tradizione artigianale evocata dall’ambiente.

THE WORKBENCH
Via Vespri Siciliani 16/4
www.theworbench.it

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