Ristorante Rigolo

Questa settimana vi racconto la bella storia di un ristorante che è stato fondato a Milano nel 1958 da due fratelli toscani originari di un paesino in provincia di Pistoia, Chiesina Uzzanese. Loro sono Sivaldo e Silvano Simoncini, che hanno iniziato giovanissimi insieme con le loro mogli Vilma e Franca, intraprendendo un cammino che negli ultimi anni si è rinnovato profondamente, inserendo una componente da Anima Nascosta all’interno di una bottega storica. Renato, il figlio di Sivaldo, ha seguito le orme dei genitori accompagnandoli sin da bambino tra i tavoli, talvolta raccontando le poesie che imparava a scuola perfino a clienti come Montale e Ungaretti. Oggi è ancora lui a gestire il Rigolo insieme a mamma Vilma, pronti a festeggiare nel 2018 i 60 anni di “storia”. Insieme a loro c’è Sabrina, l’anima creativa del Rigolo, entrata nella compagine da pochi anni, ma molto attiva, che ha deciso di dare visibilità alla gloriosa storia del locale, inventando iniziative, esposizione e tanti altri modi per raccontare tutta l’arte e la cultura che sono passate da questi tavoli negli anni. Il locale in origine, prima ancora del 1958,  si chiamava Rigoletto, evidente omaggio all’opera di Verdi e al gusto del “buffone di corte”, quello che anima le cene e i banchetti regali con la satira e la sua carica dissacrante e ridanciana. Poi, con l’avvento della gestione Simoncini, il signor Sivaldo ha scelto di “toscanizzare” il nome: Rigolo è infatti nella lingua di Dante il pallino da colpire nel gioco delle bocce. Il locale, che serve la tipica cucina tradizionale toscana e nazionale in due menu, uno classico e uno innovativo e stagionale, si caratterizza oggi per le sue tipiche sale a tema, piene di opere d’arte che negli anni si sono accumulate, grazie alla prestigiosa clientela che ha scelto di mangiare qui. Cercando negli archivi, nei cassetti, nelle cantine, Sabrina ha trovato quadri, vignette, fotografie, testimonianze, che ha voluto esporre per “raccontare questa storia bellissima”. Entrando sulla destra, la prima che appare è la Sala della Satira, dove ci sono le vignette dei “grandi”, Giannelli Forattini e Kranic, ma ogni anno viene dato spazio anche ai giovani con un concorso ideato apposta, “Spirito di vino” in collaborazione con il Movimento del Turismo del Friuli Venezia Giulia. Bellissima la serie di Tullio Pericoli ed Emanuele Pirella dedicata al “Dottor Rigolo”, immaginario direttore che i dei geniali creativi inventarono apposta per farlo venire a pranzo con loro qui. Di fronte c’è la Sala della Fotografia, che ospita le opere di Carlo Bavagnoli, celebre e affezionato cliente, unico fotografo non americano che ha pubblicato sulla prima pagine di Life. Si possono ammirare scatti di struggente umanità, anime dolcissime immortalate nella quotidianità di un’Italia neorealista di straordinaria intensità. La Sala dei pittori è un omaggio a Brera e ai suoi artisti, che venivano qui a mangiare e Sivaldo sosteneva il loro lavoro comprando le tele e finanziando le successive. A rotazione espongono anche giovani talenti di questi anni. In fondo, in una sorta di suggestiva veranda, c’è la sala dei “Rigolettori” dove si può leggere, scrivere e raccontare tra un piatto e l’altro, sfogliando e scambiando libri in esposizione come un angolo di bookcrossing o una piccola biblioteca sempre aggiornata dagli stessi avventori. Sabrina ha in mente tanti progetti per rilanciare l’anima artistica e culturale del ristorante, sia sul fronte delle mostre, sia su quello delle cene a tema. Vorrebbe, ad esempio, ideare delle serate teatrali con cibo e spettacolo in un’atmosfera conviviale e di scambio tra avventori e attori.

RISTORANTE RIGOLO
Largo Treves, 11
Tel. 02 86463220
www.ristoranterigolo.it

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