Piscina Comunale

Pensate che stia per raccontarvi le imprese di giovani natanti che fanno vasche olimpioniche in pochi secondi sostenuti dall’amministrazione pubblica? Macché. Piscina Comunale non ha a che fare né con il nuoto né con il Comune, e nemmeno ha mantenuto il nome o la funzione originaria della sede in cui si trova. Piscina Comunale è una copisteria privata in via Campigli, dietro la stazione di Lambrate. Se cercate Piscina Comunale vi perderete nei vicoli limitrofi con scarsi risultati, finché non proverete a insistere con pervicacia sull’indirizzo segnalato e scoprirete che sotto l’insegna da tipica copisteria, piccolo piccolo sta scritto proprio quello che stavate cercando. Si sa, l’arte contemporanea non ha bisogno di spiegazioni e fugge dalle etichette scontate. E allora ecco che Adriano Pasquali, il titolare, dovendo darsi un nome d’arte per la sua seconda attività, ha scelto qualcosa che non c’entrasse niente, nemmeno per sbaglio. Se siete ancora stupiti, fatevene una ragione, perché Piscina Comunale è uno degli spazi più originali che la Milano nascosta tenga in serbo per chi li va a cercare. Entrando, la copisteria rivela tutti i suoi strumenti, ma non può non balzare all’occhio la parete a sinistra dell’ingresso, completamente “autografata” da artisti di ogni genere. In dieci anni ne sono passati più di cinquanta, che hanno avuto la possibilità di esporre qui le loro opere, con Adriano a far da curatore e gallerista d’eccezione. Nessun secondo fine, nessuna regola da galleria, nessun sistema da ossequiare, nessun collezionista da lusingare. Libertà assoluta di mostrare opere d’arte di giovani talenti emergenti senza dover lucrare sulla loro voglia di esibirsi (non pagano nulla) né dover cercare lavori convenienti per vendere meglio. Se poi le opere vanno a ruba perché piacciono, si sparge la voce e ai vernissage vengono più di cento persone ogni volta, certo, fa molto piacere a tutti ed è il segnale che la qualità paga. Le idee che hanno animato le mostre di questi primi dieci anni di attività sono davvero curiose e interessanti: dall’esposizione di “fazzoletti” d’artista, appesi su fili da bucato volanti per tutto il negozio (visto il successo, questa mostra verrà portata a Lecce nei prossimi mesi), all’esposizione “Non rompete le scatole”: centocinquanta coperchi – dipinti e lavorati – delle confezioni di fogli che in copisteria abbondano e che dispiace buttar via senza una traccia d’arte. L’anno scorso, per celebrare il primo decennio di Piscina Comunale, Adriano si è inventato la mostra 10×10, in cui ha chiesto a ciascuno dei cinquanta artisti che avevano già esposto da lui di realizzare un piccolo quadretto delle dimensioni del titolo per poi esporli e riprodurli a grandezza naturale in un delizioso catalogo che, ovviamente, ha stampato in casa (Edizioni Piscina Comunale). Fra i mille aneddoti che raccolgo durante la nostra chiacchierata, spicca l’esperienza con un fotografo polacco che Adriano ha contattato dopo essersi innamorato dei suoi scatti su internet. Prova a invitarlo e lui declina gentilmente, pensando che non ne valga la pena. Poi si imbatte in un video su youtube che mostra un vernissage con grande affluenza di pubblico e cambia idea. Decide di accettare la sfida e spedisce ad Adriano venti dei suoi lavori. In Polonia non ne torna indietro nessuno, perché durante l’esposizione a Piscina Comunale vengono venduti tutti. Grande esempio di talent scouting indipendente, per la gioia di autore, curatore e pubblico. Se fate un salto in questo luogo meraviglioso, chiedete di dare un’occhiata anche al retrobottega, dove sono esposti molti lavori di un grande artista poco noto che si fa chiamare René Pascal.

PISCINA COMUNALE
Via Ambrogio Campiglio, 13
Tel. 02 2663622
http://piscinacomunale.blogspot.com/

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