Peephole

Milano ci ha ormai abituati a sorprese di respiro internazionale nascoste in vie periferiche e luoghi difficilmente accessibili, in cui fermentano idee, creatività e occasioni di scambi culturali ad alto livello, lontano da ciò di cui si parla. E’ sicuramente il caso di Peephole, che ha sede all’interno della Fonderia Artistica Battaglia in via Stilicone, dopo lo sfratto subito nella sede dove è nato nel 2009, in via Panfilo Castaldi. A creare e portare avanti l’utopia di una Kuntshalle italiana è un gruppo di cinque soci, quattro donne e un uomo di grande competenza nel campo delle arti contemporanee e soprattutto di solida motivazione. Bruna, Vincenzo, Anna, Marzia e Stefania sono riusciti  resistere al cambio di sede grazie all’aiuto della Fonderia, che ha concesso loro uno spazio comodo e attrezzato in cui poter proseguire una virtuosa attività davvero unica in Italia, ma non certo all’estero, dove tutti i grandi musei di arte contemporanea hanno al loro interno una sede istituzionale in cui si fa ricerca e si scoprono nuovi talenti, correnti, tendenze sperimentali e innovative. Il museo del Novecento, che a Milano sta colpevolmente mettendo in ombra la necessità di avere un luogo deputato all’arte contemporanea (siamo ormai da quindici anni nel Ventunesimo secolo e non certo più nel Ventesimo), non ha e non punta nell’immediato ad avere una funzione propulsiva verso le nuove generazioni. E’ in questo vuoto dell’istituzione pubblica che si inserisce l’instancabile attività dei soci di Peephole, che negli anni hanno stretto collaborazioni importanti e preziose con alcune realtà straniere, fra cui la Kuntshalle di Zurigo. Generalmente organizzano mostre di artisti a loro dire interessanti, non necessariamente giovani, quasi sempre non italiani, secondo una direzione precisa e documentata che richiede agli artisti progetti site specific, un programma pubblico, un’apertura quotidiana a orari fissi e una particolare attenzione alla formazione del pubblico attraverso incontri, conferenze e workshop. Bella l’iniziativa tipografica del Peephole Sheet, un vero e proprio giornale stampato e distribuito da Mousse, una delle testate più quotate nel panorama ella critica d’arte contemporanea. La pubblicazione, trimestrale, è dedicata ogni volta a un artista, cui si chiede di scrivere un testo che rappresenti la sua poetica. La veste grafica è molto particolare e la lingua di pubblicazione è l’inglese. Un filone fondamentale della riflessione di Peephole è sull’inaccessibilità dell’arte contemporanea, che spesso non viene capita dalle persone, creando un sentimento di diffidenza e snobismo reciproco tra artisti e pubblico. Qui si cerca di abbattere le barriere preconcette, accogliendo ogni singolo visitatore e accompagnandolo personalmente attraverso l’esperienza artistica, affinché sia la più consapevole e intensa possibile.

PEEPHOLE
Via Stilicone, 10
Tel. 02 87067410
www.peep-hole.org/ph

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