Pavè Milano

Ritrovare il gusto romantico della vecchia Milano in un luogo di aggregazione dove gli anziani giocano a carte, le mamme raccontano le fiabe ai bimbi, gli artisti espongono le loro opere, da ammirare mentre si mangia una brioche artigianale, sorseggiando un tè alla menta. C’è molto di questo spirito da “casa della nonna” già nel logo che campeggia in vetrina: un fante delle carte da gioco con il cappello da cuoco e la scritta Pavé. È una pasticceria artigianale in via Felice Casati 27, dietro Porta Venezia, in quel dedalo di vie che sembra un piccolo paese di provincia, sebbene confini con l’affollata e turistica Corso Buenos Aires. Pavé nasce nel maggio del 2012, in piena crisi, come molti altri locali innovativi che ho incontrato in questo viaggio alla ricerca delle anime nascoste di Milano. Anche Pavé è il coronamento del sogno di un gruppo di giovani, accomunati dalla voglia di ribellarsi a lavori mal pagati, alle dipendenze di capi ingrati, appartenenti a una generazione che ha creato modelli di business immorali, viziosi e inerti. Si sente la veemenza di una vocazione autentica nelle parole di Luca, ex giornalista di redazione che, insieme con Diego, ex impiegato e Giovanni, pasticciere di fortunata gavetta in numerosi locali stellati, ha fondato Pavé e lo sta portando avanti con determinazione, superando la solita burocrazia kafkiana, fatta di faldoni cartacei anacronistici, ma necessari per gestire un locale in Italia. La pasticceria che i tre soci hanno aperto è caratterizzata da un arredamento di recupero, scelto per dare un senso di vissuto all’ambiente, ma soprattutto dal laboratorio a vista, in cui i dolci prendono vita sotto gli occhi dei clienti, all’insegna di una trasparenza totale: tutto si fa qui, partendo dalle materie prime selezionate con attenzione in giro per l’Italia, nelle aziende più umane e oneste. Tutti i prodotti sono cucinati al momento, a costo di far aspettare il cliente qualche minuto in più che negli altri bar. Ma il momento della colazione, del pranzo, della merenda deve essere vissuto nella lentezza e nel piacere di concedersi a se stessi, fuori dal vortice della metropoli. C’è anche l’aperitivo secondo l’antica moda italiana, con prodotti della tradizione e senza buffet, che secondo i tre soci abbassa la qualità dei prodotti. Non mancano gli eventi culturali a scaldare gli animi durate la settimana, da presentazioni di libri a dibattiti e mostre fotografiche. Una vera chicca è la linea di magliette, tazze e borse dedicate alla pasticceria e acquistabili qui, con alcuni sfiziosissimi claim in inglese come “bread or death” (pane o morte), “butter for the soul” (burro per l’anima), “chocolate is the answer” (il cioccolato è la risposta) fino all’esilarante “…and on the 7th day God had breakfast” (e al settimo giorno Dio fece colazione). Le belle idee nascono dalle difficoltà economiche, e il successo che sta premiando Pavé con una clientela trasversale, che va dalle giovani famiglie agli anziani agli studenti universitari, ai liberi professionisti è la migliore risposta agli sforzi. C’è tanta gente che ha voglia di fare e di cambiare abitudini a Milano. I bamboccioni di cui tanto si parla sembra non abitino sotto la Madonnina, anche se le istituzioni tardano ad accorgersene. Luca non ha mai avuto paura dell’avventura in cui si è lanciato in tempi di crisi, perché la vera paura era restare fermi nel buio. E’ felicissimo di avere aperto nella sua città, che definisce bipolare: “Milano ti mette alla prova, è come la bella della classe. Ma io mi metto il vestito migliore e stai a vedere che si innamora”. Impossibile resistere alla bellezza di Pavé.

PAVÉ
Via Felice Casati, 27
tel. 02 94392259

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