Masada

In poco più di due anni Masada ha trovato successo e identità in una zona periferica di Milano come il lungo, austero Viale Espinasse. All’entrata c’è un cancello che non si apre, la maniglia fa difetto, ma è un cimelio del primo 900 e sarebbe un peccato sostituire tutto senza riuscire a ripararlo. Come in ogni Anima Nascosta che si rispetti, Masada bisogna prima scovarlo, poi avere ragione del cancello difettoso, poi attraversare un cortile condominiale, prima di poter ammirare il gioiello che si nasconde. E’ un grande loft pieno di oggetti di modernariato e antiquariato, tutti raccolti, restaurati e messi insieme con grande gusto dai fratelli Fabio e Christian Tore, visionari abitanti di questo spazio che hanno trasformato in un incredibile incubatore di progetti trasversali e innovativi. La prima cosa che balza all’occhio entrando è un aliante storico degli anni ‘60 appeso al soffitto, che domina incontrastato il colpo d’occhio. Si tratta del celebre Tobia 2.0, appartenuto all’Istituto Feltrinelli dell’Aeronautica Militare. Trovandolo in stato di semiabbandono dopo lunghi anni di servizio come simulatore di volo ufficiale, un gruppo di appassionati ricercatori si è battuto per dargli nuova vita, portandolo via dall’hangar in cui si stava lentamente rovinando e proponendolo a enti e istituzioni che lo restaurassero e tornassero a farne uso per scopi di laboratorio e studio. Il no perentorio del Comune e dell’Università non ha scoraggiato il manipolo di appassionati, che sono riusciti a sedurre Fabio e i sui collaboratori, che a Masada ricevono centinaia di progetti al mese. Fabio ha subito colto l’unicità e la forza di questa scommessa e adesso Tobia 2.0 è qui, da ammirare e da utilizzare, perché fra poco sarà pronta una sala dello spazio da adibire a laboratorio per continuare la vita attiva di questo gioiello dell’Aeronautica Militare italiana. Non è facile capire qual è la strada di Masada, proprio perché lo spazio si presta ad accogliere tutte le idee possibili, specialmente se originali e inaspettate in ambito culturale sociale ma anche scientifico. In un angolo c’è una gigantesca libreria piena di volumi storici, vinili, libri e giornali, davanti a cui è stato ricavato un ampio palcoscenico. Qui prendono vita con una regolarità ormai consolidata concerti, dj set e occasioni d’ascolto davvero preziose, che vanno dal jazz all’elettronica con artisti di fama mondiale che scelgono Masada per il loro passaggio a Milano. Non è così strano, se ci pensa, perché in città non esiste un sistema di spazi che possa accogliere i tanti artisti che girano l’Europa. A Milano gli spazi ufficiali del jazz si contano sulle dita di una mano e hanno delle regole ferree di selezione che lasciano fuori molti talenti che all’estero trovano spazio. Masada è riuscito a intercettare questa fetta di mercato musicale che ha un enorme seguito di fan e addetti ai lavori, che affollano lo spazio per tutti i concerti che vengono programmati. Soprattutto per quanto riguarda l’elettronica, declinata in tutti i suoi sottogeneri, a Masada accorrono un sacco di operatori e direttori artistici di locali e discoteche per ascoltare in anteprima italiana i nuovi talenti da portare nel proprio locale. Questo prezioso lavoro di talent scouting a domicilio era doveroso e fondamentale a Milano, e finalmente esiste chi ci scommette con coraggio e meritato successo, tra l’altro scegliendo l’orario diurno con maratone musicali che vanno da mezzogiorno a mezzanotte. Grafica e comunicazione a cura di Elena Pinardi Faletti, terza punta di un diamante destinato a fare scintille nel panorama milanese.

MASADA
Viale Carlo Espinasse, 41
Tel. 02 33002527
www.masadamilano.it

 

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