Mars

Mars non è un pianeta né una merendina, ma un suggestivo acronimo che sta per Milan Artists Run Space,  una realtà indipendente nata nel 2008 dall’idea di Lorenza Boisi, proprietaria di uno spazio in via Guinizzelli. Lei lo definisce “white cube”, un cubo bianco di 12 metri quadrati, tre per quattro, un nido minuscolo dove ospitare arte all’insegna dell’indipendenza e dell’intraprendenza. E’ la più piccola fra le Anime Nascoste che mi è capitato di incontrare, ma non per questo è meno vitale e attiva delle altre. Lorenza ha coinvolto altri giovani artisti per lavorare a un progetto di condivisione di uno spazio di arte contemporanea. Si sono già avvicendati una decina di giovani artisti che hanno aderito con entusiasmo, oggi collaborano nel direttivo artistico Nicola Genovese, Lucia Leuci e Yari Miele. L’idea è quella di cambiare i vertici ogni due o tre anni, in un frequente ricambio di idee. Quest’anno la grande innovazione è la proposta di fare mostre tripersonali, che possano promuovere nuovi talenti, progetti speciali curati dai direttori con l’obiettivo di mettere insieme temi diversi. L’interazione avviene senza che gli artisti si conoscano prima, con l’intento di creare inattese collaborazioni. Durante le mostre, gli artisti hanno le chiavi dello spazio e ne diventano di fatto padroni, con la libertà di invitare gli ospiti e farli sentire a casa. L’obiettivo è di creare delle creazioni “site specific”, ovvero opere che nascono a Mars, pensate per questo spazio e le sue caratteristiche. Una bella idea per ovviare alle difficoltà degli artisti a spedire le opere da lontano, ma anche opportunità di ideare e realizzare qualcosa di nuovo, a contatto con il territorio italiano, e soprattutto milanese. Vengono effettuate annualmente delle open call per artisti, che restano aperte circa un mese, per selezionare pittori, fotografi, installatori, videoartisti. Yari, uno dei giovani della scuderia di Lorenza – sta portando avanti un percorso di sperimentazione visiva con materiali luminescenti – mi racconta che una delle cose più importanti da fare per scremare la vasta teoria di candidati è quella di scovare i parecchi furbi che copiano opere ancora poco note che si vedono in giro per il mondo. Bisogna stare molto attenti, vedere e conoscere le tendenze del contemporaneo, a vantaggio della promozione di progetti innovativi, fuori dalle mode passeggere, in cui si possa intravvedere qualcosa di veramente diverso. Yari si lascia andare a una piacevole chiacchierata su Milano, che sostiene essere la città più interessante in Italia per l’arte contemporanea, anche perché strategicamente vicina a Vienna, Zurigo, Parigi, Berlino, Londra. Il livello artistico è internazionale, sebbene purtroppo l’aria sia ancora quella della grande provincia. Il pubblico conosce, segue ed è curioso, anche se i numeri non sono altissimi. Lo spazio, però, è ben seguito e noto a livello nazionale. In questi sei anni di attività sono passati da questo piccolissimo cuore pulsante tutti gli artisti più in voga oggi in Italia. E da Mars sono arrivati prima. Aggiunge Yari che le grandi gallerie non hanno interesse ai visitatori, ma prevalentemente ai collezionisti privati che vanno per comprare. Questo, secondo Yari, non è fare cultura. L’arte, secondo Mars, è un’altra cosa.

MARS 
Via Guido Guinizelli, 6
www.marsmilano.com

Share Project :

More Work