Manatì

Tutto nasce dalla voglia di tre amiche di sviluppare la loro creatività. Giovanna, Rebecca e Silvia – rispettivamente scenografa, educatrice sociale e tecnica del suono – cominciano nel 2014 gestendo l’associazione culturale di una loro amica, per la quale mettono in gioco le loro esperienze, diverse ma complementari. Alla chiusura di quell’associazione, si mettono in cerca di uno spazio tutto per loro. La ricerca è molto più complessa di quello che speravano, sia per i costi sia per i vicini, perché nessuno sembra voler affittare uno spazio a chi vuole fare musica, corsi, arte e spettacolo. Alle volte la Milano città che dorme prevale sulla Milano città che vive, o che sale (per citare Boccioni). Finalmente arriva il posto giusto: un ex magazzino di abbigliamento in via Galeazzo Alessi, una delle piccole vie che partono dalla Darsena e si insinuano verso il centro, una zona vivace anche se non di passaggio. L’inaugurazione del Manatì è una grande festa il 21 novembre del 2014, con la via che si riempie di gente piena di entusiasmo. A quella serata – mi racconta Giovanna – ci sono arrivati trafelati, per il tanto lavoro che hanno sostenuto prima dell’apertura, per trasformare quel posto tutto piastrellato di bianco in qualcosa di completamente diverso, pronto ad accogliere il bancone di un bar, mostre di arte, e poi danza, teatro, musica e tutto quello che possa avere a che fare con la libera espressione artistica di chi ha voglia di mettersi in gioco. Sono servite due settimane di lavoro senza pause con l’aiuto di tanti amici generosi ed entusiasti per ricoprire di legno il pavimento, costruire un bancone in muratura con tante mensole creative, appendere lampadari originalissimi creati apposta dai genitori di Giovanna, e poi dipingere le pareti, predisporre ganci e appoggi per i quadri, risistemare il bagno e dare un tocco finale di stile a tutto il locale. Da allora il Manatì è frequentato da tanti giovani – ma non solo! – che vengono qui la sera per sentirsi come a casa, in un ambiente informale e vivo, in cui ciascuno è protagonista delle proprie idee e di quelle degli altri. La gestione è quella di un circolo associativo, in cui si fa un’iscrizione che dà poi diritto alla partecipazione gratuita a tutti gli eventi. Funziona un servizio di bar, tutti i giorni a partire dalle 22. L’unico ostacolo sembra essere – suona purtroppo sempre la stessa campana – il vicinato, decisamente ostile alle attività del club. Quello che dispiace ai soci è che la maggiore intolleranza venga dai giovani, proprio quel target che potrebbe vedere, invece, nel Manatì, una bella opportunità di socializzazione e svago intelligente. Il gruppo direttivo si è trasformato nel tempo, e vede oggi alla guida Giovanna, decoratrice diplomata all’Accademia di Brera con tante esperienze in diversi ambiti, Tommaso, attore e fondatore della compagnia “Spettacolo senza mura”, Vito, contrabbassista jazz del gruppo “Figli di Pulcinella” e Andrea, fotografo. Sono loro che raccolgono i progetti e gestiscono la programmazione di quello che accade al Manatì. Il venerdì sera è molto ricco: due volte al mese spettacoli teatrali (giovani gruppi, debutti), una volta al mese Reading di poesia (un poeta professionista e poi microfono aperto al pubblico) e la quarta settimana Monologhi (si susseguono sul palco attori, giocolieri, artisti che vogliono provare il loro pezzo con il pubblico). Il mercoledì è dedicato alla musica, il lunedì cineforum a tema, che varia di mese in mese. Bella l’idea della rassegna “Osmosi” che tutte le domeniche invita gli artisti alla commistione dei generi diversi: si balla mentre qualcuno suona, si suona mentre viene proiettato un video o viene letta una poesia. Il tutto, ovviamente, coordinato, alla ricerca di nuove frontiere dell’espressione artistica.

MANATÌ
Via Galeazzo Alessi, 4

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