Madama Hostel

Di Expo si dice di tutto, ma sicuramente non si può negare che abbia dato una grande spinta propulsiva a molte imprese private che hanno aperto l’anno scorso e che in questo periodo festeggiano il loro primo anno di attività. Soprattutto nel settore alberghiero questo primo anno è stato senza alcun dubbio un successo, come nel caso del Madama Hostel, ostello con bistrot che ha inaugurato nel giugno 2015 (il ritardo sull’inizio di Expo è stato dovuto a un problema con i lavori, non certo a una scelta) nella stessa palazzina del già rodato Arci Ohibò, circolo nato nel 2012 e presto diventato un punto di riferimento del tempo libero nella zona di Piazzale Lodi. Siamo al numero 1 di via Benaco, dove per tanti anni ha avuto sede la questura, da cui il nome ironico di “madama” che ha ispirato i cinque soci dell’ostello anche per il logo (realizzato dalla grafica brasiliana Carla Caesar Sergio), in cui lo stemma stilizzato della polizia viene coperto da uno spruzzo di bomboletta spray verde. Cinque ragazzi giovani per uno spin off dell’Ohibò (arrivano tutti da lì e ne fanno ancora parte), che ha le vesti giuridiche di una srl, ma mantiene alta l’attenzione alla cultura e all’intrattenimento di qualità per un target ovviamente giovane che vede l’incontro virtuoso fra gli stranieri che pernottano e la zona ricca di uffici e attività con dipendenti che vengono a pranzo. Superate alcune difficoltà per avere le autorizzazioni per i tavoli all’aperto, adesso Madama Hostel si affaccia decisamente sulla strada, per farsi notare e per farsi riempire grazie anche alle scelte sul cibo di qualità a prezzi molto accessibili. Per ora la sera si mangia solo al venerdì, ma l’intenzione è quella di aumentare il servizio, che invece a pranzo va già a pieno regime sette giorni su sette, come l’attività dell’ostello che con i suoi 60 letti a disposizione ha già registrato per lunghi periodi il pienone. Funziona anche il brunch al sabato e alla domenica, che attira anche molto pubblico dalla vicinissima Fondazione Prada. Chiacchierando con Valentina, Antonella, Mattia, Davide e Andrea, i cinque giovani soci, appare chiaro fin da subito che c’è tanto entusiasmo e voglia di crescere, in nome di valori forti e condivisi. Il primo è quello del riciclo dei materiali di scarto verso una riqualificazione artistica. Tutti i tavoli, le sedie, le lampade, il bancone, i letti e gli armadi delle stanze e degli spazi comuni sono fatti con legni e pezzi di recupero della questura e dell’hammam (nell’interregno tra la questura e l’ostello ha avuto sede qui per un paio d’anni un bagno turco). Ecco quindi un trionfo di azzurri e verde smeraldo (tipici colori della mattonelle e dei legni del bagno turco), insieme a elementi sulle variazioni del beige e del marrone, che producono tavoli molto colorati e bellissimi, che non rinunciano alla comodità. Tutto il lavoro di restauro e restyling di ambienti e arredamento è stato curato dallo studio Controprogetto, che abbiamo già incontrato diverse volte nelle Anime Nascoste, scelto per originalità e per la bellezza etica ed estetica delle sue scelte di design. Geniali le scale di legno appese in orizzontale dietro il bancone per sostenere come scaffali le bottiglie di vino. Già da qualche mese è cominciata la stagione dei concerti, all’ora dell’aperitivo per non disturbare il vicinato a tarda sera, con tre appuntamenti settimanali. Il mercoledì Cover band, il giovedì folk italiano, il sabato dj set. Tre generi pop che attirano giovani italiani e stranieri, in un incontro multiculturale che possa accontentare tutti. Alle pareti sono appese opere di Zed1 e di Franz Gauviniere, street artists di grande fama e amici dell’ostello. Presto anche mostre.

MADAMA HOSTEL
Via Benaco, 1
Tel. 02 36727370
www.madamahostel.com

 

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