La Dodo

Dorothé l’ho incontrata per caso, quasi per sbaglio, camminando nel magnifico dedalo di piccole vie piene di vita intorno a Porta Romana. Andavo alla Cascina Cuccagna, per scrivere di quel bellissimo catalizzatore di iniziative di cui vi ho raccontato in questa rubrica qualche settimana fa. Mentre camminavo in tutta fretta per arrivare in orario all’appuntamento, mi sono imbattuto nella graziosa vetrina di Dorothé, in arte La Dodo, grafica belga, milanese d’adozione, che da circa un anno ha scelto una ex agenzia di viaggi con vetrina su strada come suo ufficio e personale spazio dei sogni e dell’arte. Passavo di fretta, ho buttato dentro l’occhio, ho notato quadri molto particolari appesi alle pareti bianchissime, un gusto molto raffinato nell’arredamento minimalista e di sapore nordico, una bella insegna e una vetrofania accattivante. Poi, sul soppalco, ho visto lei intenta a lavorare al computer. Sono entrato un momento, per sincerarmi di avere scovato una preziosa Anima Nascosta. Con un marcato e delizioso accento belga, Dorothé mi ha accolto nel suo piccolo regno, scusandosi di potermi concedere pochissimo tempo, perché doveva consegnare un progetto grafico entro quella sera. Anche io ero di fretta, abbiamo rimandato il nostro incontro a un altro giorno. Quando ci siamo rivisti, mi ha accolto con un bicchiere di birra belga, di cui va molto orgogliosa, anche perché prodotta artigianalmente da suoi amici che – come lei – hanno scelto di stabilirsi in Italia per lavorare. Dorothé è arrivata a Milano senza volerlo – preferiva andare a studiare a Barcellona con il progetto Leonardo (simile all’Erasmus), ma l’hanno mandata qui in Lombardia. Lei ha accettato perché voleva allontanarsi da casa, la piccola Zolder, famosa per essere stata sede di una tappa del Mondiale di Formula 1 per un po’ di anni. Ma niente di più. L’arrivo a Milano è folgorante, si innamora della città al primo sguardo e dal 2008 la fa essere sua patria d’elezione, non andandosene più. Per un po’ di tempo lavora in un grande studio di grafica, dove si forma e fa esperienza, finché si mette in proprio nel febbraio del 2015, nella sede in cui potete passare a trovarla, in via … .Qui spesso mette la musica, canta, accoglie visitatori, illustra le mostre che tiene allestite alle pareti. Un po’ ufficio, un po’ galleria, casa e studio, relax e lavoro, La Dodo è la tana segreta di Dorothé. Si sente il piacere e l’imbarazzo della solitudine di questa dolce ragazza belga, che ama Milano per la sua ricchezza culturale, ma ancora non riesce a entrare del tutto in sintonia con i suoi abitanti, che forse sono un po’ troppo snob e a cui ancora manca quella curiosità, che li farebbe entrare senza dubbio in quel mondo nascosto. Dorothé organizza mostre che avvicinano le due culture, abbinando due giovani talenti uno belga e uno milanese a cui affida un tema comune su cui costruire un dialogo virtuale, che diventa concreto per il tempo della mostra.

LA DODO
Via Muratori, 11
www.ladodo-design.com

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