La buca di San Vincenzo

Di ritorno dalle vacanze, Milano torna a rivelarci le sue bellezze nascoste. Siamo in via San Vincenzo, una delle piccole e silenziose viette che si diramano nella zona di Porta Genova, in pieno centro, ma lontano dalla movida dei Navigli. Qui, fin dall’inizio del Novecento, è esistito un piccolo locale che, tra alti e bassi, ha sempre saputo distinguersi nel panorama metropolitano. Nato come osteria, si è trasformato negli anni Trenta in “Trattoria Cappuccini”, attraversando i decenni con ospiti di prim’ordine, fra cui la celebre attrice Paola Borboni, di cui si può ammirare alla parete un ritratto autografato. Ne fu proprietaria perfino l’amante di Fred Buscaglione, che si circondò di gangster, fino all’esplosione di un ordigno dopo una rissa. Negli anni Settanta il locale divenne un importante ritrovo dei socialisti di Craxi. Oggi, dopo un ventennio di gestioni meno fortunate, lo hanno rilevato – ridonandogli il nome originario di “Buca di San Vincenzo” – due motivatissimi soci, provenienti entrambi da tutt’altri lavori, ma accomunati dalla passione per la musica jazz. Fabrizio, con un passato da tecnico musicale, è il più pratico dei due, mentre Giacomo ha una bella storia di educatore in un centro socioeducativo per disabili. Hanno capito che la chiave del successo per un pub che si trova in una via dove praticamente non esistono clienti di passaggio, era quella di trovare una specificità, diventare un posto unico a Milano. Seguendo la loro passione, dal 2006 fino ad oggi hanno reso La Buca uno dei jazz club più rinomati e meglio frequentati dal pubblico di settore. Alla Buca di San Vincenzo la musica dal vivo è protagonista tutte le sere, con una programmazione agguerrita e di strepitosa ricchezza. La punta di diamante sono le serate del giovedì, avvalorate dall’attenta direzione artistica del giovane pianista Gianluca di Ienno, che in quattro anni è riuscito a portare qui centinaia di gruppi jazz emergenti, di respiro nazionale, quando non addirittura internazionale. La rassegna è conosciuta e apprezzata al punto da non avere niente da invidiare al più blasonato Blue Note, i cui musicisti spesso vengono a farsi un drink alla Buca. Alle pareti sono esposte le suggestive fotografie di Tommaso Riva, che immortalano i jazzisti all’opera durante queste serate in un incantevole bianco e nero che ci fa sentire in un club di New York… Un altro appuntamento da non perdere è la jam session del lunedì sera, dove un giovane gruppo apre le danze e mette a disposizione i propri strumenti a chiunque voglia improvvisare jazz. Più di una volta si è visto addirittura Stefano Bollani, a suonare e a bere una birra in compagnia dei numerosi musicisti che si ritrovano qui tutti i lunedì per condividere bei momenti di confronto artistico. Il venerdì sera c’è una serata gay friendly, anch’essa divenuta un piccolo cult fra gli appassionati: il Melancholic dj set condotto da Dj Winona, a cui potete scrivere sui social network prenotando i brani che vorreste ascoltare in serata, a patto che siano per voi motivo di piacevole nostalgia. Non mancano serate di teatro, cabaret, presentazioni di libri e altri appuntamenti culturali di grande interesse. L’obiettivo per la nuova stagione, che inizia in questi giorni, è di incrementare la serata della domenica, magari con un cineforum di film indipendenti. Giacomo è soddisfatto del suo gioiello nascosto, ma mi saluta con una frase che fa riflettere: “A parità di fatica, se il teletrasporto mi facesse spostare questo locale all’estero, sarebbe tutto molto più facile”. Colpa della solita, asfissiante burocrazia italiana.

LA BUCA DI SAN VINCENZO
Via San Vincenzo, 15

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