Kombu

Andrea si definisce un “amante estremo” della cucina giapponese, che lo ha folgorato otto anni fa dopo un lungo periodo di rifiuto di quei sapori che vengono da lontano e che spesso faticano a farsi apprezzare al primo assaggio. Ma poi è stato proprio amore, al punto da aprire un negozio take away nella sua Torino, dove nel 2008 ancora ce n’erano troppo pochi e non si riusciva a mangiare del buon sushi a casa propria. E così è nato Kombu, un piccolo punto vendita, intitolato a quell’alga che in Giappone è un po’ come il prezzemolo da noi: si usa dappertutto per dare sapore in maniera naturale. La grande innovazione introdotta da Andrea nella sua cucina è stata il tentativo di far incontrare i sapori mediterranei cui i suoi clienti – noi – sono abituati, con i sapori tradizionali e originali della cucina nipponica, spesso molto forti e particolari per chi non è avvezzo. Ne nasce un menu di sushi italianizzato che ha consentito ad Andrea di avere un grande successo a Torino, tale da fargli aprire in gestione diretta o in franchising altri posti in giro per il Piemonte e poi per tutta Italia. A Milano, però, ha scelto di osare di più. La città delle Anime Nascoste lo ha attratto particolarmente perché più ricettiva e aperta alle cucine orientali e così Andrea ha aperto il primo vero e proprio ristorante in cui si può mangiare in sede e non solo ordinare e portar via. Questo gli ha dato la possibilità di coltivare un piccolo angolo di Giappone a Milano, in una saletta deliziosa in fondo al locale di via San Marco, a due passi da Moscova. Sono bellissime le pareti della sala, tutte affidate alla mano artistica di Allegra Bernacchioni, che ha dipinto tre opere in formato gigante, raffigurazioni di alcuni capitoli del Kamasutra. Ma non immaginatevi cose sconce, perché si tratta di tre scene bucoliche di vita giapponese di estrema raffinatezza, dipinte dall’abile mano di una scenografa decoratrice in forza all’Arena di Verona, abituata a dipingere in grandi formati capaci di incantare pubblico da tutto il mondo. Forse abituata alla Madama Butterfly, forse al proliferare di cantanti lirici che arrivano in Italia dall’estremo Oriente, Allegra ha creato tre autentici gioielli che animano e colorano con creatività e atmosfera la sala di Kombu, consentendo ai clienti di sentirsi lontano da Milano, immersi in un Giappone da favola, mentre la cucina di Andrea allieta il palato e completa l’opera. Andrea racconta che Allegra ci ha messo pochissimo a creare queste immagini a tutta parete, una sola settimana per fare tutto. È l’incredibile forza dell’artigianato italiano, una scuola di professionisti abili, che tengono alta la tradizione del Rinascimento, in cui era normale che un pittore desse il tocco di Bellezza anche a un refettorio. Un’abitudine da ritrovare in questa Milano che rinasce e che trova in posti come Kombu la speranza di una nuova evoluzione del gusto, sia in campo artistico sia in campo gastronomico, che sappia unire una tradizione meravigliosa con un’apertura convinta e consapevole a quanto di meglio arriva dal resto del mondo. Andrea non è sicuro di voler portare avanti questo suo esperimento di via italiana al sushi a Milano, perché i clienti continuano a identificarlo prevalentemente come un take away e faticano a lasciarsi sedurre da questa saletta stupenda. L’auspicio è che i milanesi la scoprano e che Andrea la valorizzi al massimo, nello stile delle Anime Nascoste, con eventi musicali, degustazioni, e altre occasioni di aggregazione.

KOMBU
Via San Marco, 26
Tel. 02 39444185
www.kombusushi.it

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