Gogol’Ostello

“Non essere inospitale con gli stranieri, perché potrebbero essere angeli mascherati”. Questa citazione di Shakespeare campeggia alla reception del Gogol Ostello, una delle novità più interessanti della Milano del 2013, o, meglio, del “duemila e Credici” come mi dice sorridendo nella sua folta chioma di capelli neri Asli Haddis, la giovane che ha realizzato il suo sogno proprio in questi mesi di difficoltà economiche, contrastate da un fermento culturale davvero inarrestabile. Asli, figlia di madre eritrea – assoldata a tempo pieno al bar dell’ostello! – e di padre etiope, è nata e vissuta a Milano, e ce l’ha fatta grazie al microcredito, un’innovativa forma di prestito che punta sui giovani e non pretende le garanzie vetuste e insostenibili delle banche. Mi racconta Asli che immaginare uno start-up a Milano è faticosissimo, ma adesso è possibile, sia per l’esistenza sempre più solida di associazioni che seguono i giovani nell’impresa, sia per la voglia di alcuni proprietari illuminati di concedere affitti calmierati ad attività culturali che valorizzino la città. Asli, dopo una lunga attesa, ha trovato le persone giuste, una palazzina di via Chieti tutta da ristrutturare e i genitori disposti a investire su di lei, e così ha potuto posare la prima pietra il 21 dicembre 2012, il giorno della fine del mondo, che per lei è stato l’inizio di un mondo nuovo, fatto dell’accoglienza degli stranieri in visita a Milano e dei milanesi desiderosi di nuovi modi di stare insieme. All’Ostello – dedicato a Gogol sia per motivi letterari sia per la divertente assonanza con il gruppo musicale dei Gogol Bordello – ci sono sette stanze e ventiquattro letti, “il massimo per rimanere piccoli”, con una tipologia di ospiti molto variabile, che va dagli studenti alle famiglie fino agli artisti da tutto il pianeta, sempre benvenuti e invitati a lasciare qui un loro segno di creatività. Tutta una parete verde-mela al centro della struttura è infatti dedicata alle mostre di pittura e fotografia che si succedono senza sosta, per dare spazio a chi ne trova poco nei circuiti tradizionali e, soprattutto, per dare visibilità alle belle idee.
Il sottotitolo che accompagna il logo dell’ostello è “Caftè letterario”, un originale omaggio al rito del caffè e del tè, che in Eritrea si vive con lentezza e passione. Quel rito rivive qui ogni mese, quando gli ospiti prendono un chicco, lo aprono, lo tostano e ne seguono il percorso fino alla tazzina. Lo stesso vale per il tè, dalla pianta alla tisana passo dopo passo. Asli organizza tantissimi eventi aperti al pubblico, dal cineforum con proiezione di film indipendenti a tematica sociale, a presentazioni di libri.

GOGOL’OSTELLO
Via Chieti, 1 (angolo via Piero della Francesca)
Tel. 02 36755522
www.gogolostello.it

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