Gattò

Questa settimana il viaggio fra le Anime nascoste di Milano sembra quasi un viaggio nel tempo, che ci riporta al 2004, quando un gruppo di quattro sorelle, due coppie di gemelle, decide di aprire, insieme con gli appassionati genitori, un locale in via Castel Morrone. E’ l’origine di un nuovo modo di concepire la ristorazione, aprendo lo spazio a eventi, mostre, una boutique e un’agenzia di viaggi, occupazione professionale della madre da parecchi anni. Per un lungo periodo Gattò è tutto questo, con il sottotitolo di “viaggi, robe e cucina”, che contiene al suo interno le varie anime che ispirano la gestione tutta napoletana, come recita il nome prescelto, tipico piatto partenopeo a base di patate. E’ Olivia, una delle gemelle minori, a introdurmi nella storia del locale e a raccontarmi la sua evoluzione, fino alla sciagurata legge entrata in vigore da pochi anni, che vieta a uno stesso esercizio commerciale di svolgere tre attività differenti. Questa normativa ha costretto la famiglia a rinunciare a qualcosa, e la scelta è caduta sull’agenzia di viaggi, purtroppo cancellata dal nuovo core business. Ma ormai, dopo sette anni di attività,  non c’è più nemmeno la boutique, che vendeva articoli pregiati, vintage e chic, provenienti da tutto il mondo e scelti personalmente dalle ragazze nei loro frequenti viaggi all’estero. Oggi esistono solo estemporanee occasioni per mettere in vendita i pezzi forti di una collezione in continua crescita. Una volta al mese, infatti, viene organizzato a Gattò un grande aperitivo con sfilate di moda di artisti emergenti, case pugliesi e genovesi accuratamente selezionate e poi tutti quei capi introvabili in Italia che rendono unica questa esibizione. Nei primi anni di attività, la boutique vestiva soprattutto donne sovrappeso, oggi il target è cambiato e si è aperto a un pubblico più ampio e trasversale. Al posto della boutique, le ragazze hanno creato un ridotto in cui è possibile assaggiare i piatti che vengono serviti nella sala ristorante, in porzioni minori e a prezzi più bassi. Perché va detto che Gattò, rispetto a molte altre Anime nascoste che ho incontrato in questi mesi e che stanno affrontato con serenità la crisi, ha prezzi molto più alti, accessibili solo a una certa fascia di clienti. Non per nulla Olivia vanta l’assidua frequentazione di gente del calibro di Dolce e Gabbana. Ma forse questa scelta un po’ si paga, visto che la sera in cui ho potuto gustare i deliziosi manicaretti preparati al momento dalla cuoca Valeria, una delle sorelle, ero in compagnia di parecchie sedie vuote. Gattò punta a far sentire il cliente a casa, ma la sensazione è che ci si senta a casa loro, delle giovani titolari, in una numerosa famiglia meridionale, ben più che a casa propria, come accade, invece, in altri locali forse di più recente apertura o diverse ambizioni. Il lunedì sera il ridotto prende vita, con gli eventi musicali organizzati da Olivia dalle 19.00 alle 23.00 con un grande successo di pubblico, che d’estate pare si allarghi fino a tutto il marciapiede antistante l’ingresso principale. Certo anche perché il concerto è sempre gratuito, si paga solo da bere, con un ricco buffet anch’esso offerto. Divertenti anche i “corsi corsari” di cucina tenuti da Valeria su prenotazione anche individuale di chi li voglia, una “terapia d’orto” per aspiranti cuochi, in un locale che si vanta di essere già materia di studio nelle università.

GATTÒ
Via Castel Morrone, 10
www.gattomilano.com/it

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