Galleria Statuto 13

L’itinerario alla scoperta delle anime nascoste di Milano ci porta oggi in una galleria d’arte vicina a Brera. Siamo in via Statuto al numero 13 e la galleria si chiama, appunto, “Statuto 13”, ma la scelta apparentemente banale si riempie di senso se restituiamo alla parola “statuto” il suo significato di manifesto, presenza concreta di un modo di concepire la cultura all’interno della nostra società e della nostra città, in cui di gallerie pare se ne contino più di cento, quindi avere uno statuto originale è importante. Direttore artistico e curatore delle mostre è Massimiliano Bisazza, giovane con una grande competenza alle spalle fatta di lauree e specializzazioni pratiche tra l’Italia e Londra. Statuto 13 ha aperto al pubblico nell’ottobre del 2012 e si accinge a spegnere la sua prima candelina proprio in questi giorni. Il bilancio del primo anno è buono, circolano tante idee, il pubblico risponde con interesse sebbene, purtroppo, si venda poco. Anche se ci sono dei collezionisti dell’ultima ora, appassionati e attenti alle novità fuori dal circuito più “in”. Hanno esposto qui quasi venti artisti finora, al ritmo di un’inaugurazione ogni quindici giorni, con numerosi eventi che tengono desta l’attenzione sulle varie esposizioni anche dopo il vernissage, che attira centinaia di persone. Il taglio scelto da Massimiliano è quello di una democratizzazione dell’arte, che abbatta tutte le gerarchie e renda le discipline sorelle, senza principesse né cenerentole. Si va dalla pittura alla videoarte, dalla scultura alla fotografia con un eclettismo aperto a ogni suggestione supportata da un’oggettiva qualità, misurabile secondo criteri di competenza tecnica che magari non vanno tanto di moda, ma che rendono importanti e durature le scelte. Sono passate da queste pareti opere di Alex Kats – definito il nuovo Andy Warhol – o Clelia Cortemilia, unica allieva vivente di Lucio Fontana, ma il vero core business di Massimiliano Bisazza sono le emergenze. Mi piace la scelta di questo termine, che letteralmente significa “i giovani che stanno emergendo”, ma suona come “quelli che hanno bisogno di aiuto”, e in tale accezione è molto pertinente. I nuovi talenti vengono osservati, seguiti, aiutati e poi onorati dell’opportunità non solo di esporre, ma anche di essere recensiti e curati, oltre che di riuscire a fare rete fra loro, grazie alle numerose attività laboratoriali e di scambio che Statuto 13 favorisce, divenendo una sorta di piccola factory della cultura. Pungolato dalla mia solita curiosità sulla salute artistica di Milano, Massimiliano è sicuro nel dirmi che è la città più avanzata in Italia, ma rispetto all’Europa il divario è imbarazzante. Basti pensare che è sparito dai progetti previsti per Expo il MAC, Museo di Arte Contemporanea. Abbiamo appena ottenuto quello del Novecento, dovremo accontentarci… Per le gallerie non esiste un sistema, perciò chi vuole sapere quante sono e cosa espongono deve cercare molto, prima di potersi fare un’idea completa del panorama cittadino.

GALLERIA STATUTO 13
Via Statuto, 13
www.statuto13.it

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