Frida

Francesco, Davide, Marco e Stefania: come direbbe Gino Paoli, “quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo”… A differenza dei personaggi della celebre canzone, i nostri sono rimasti uniti e affiatati alla guida di uno dei locali più originali e interessanti della vivacissima zona Isola, il Frida. Rilevano la gestione precedente nel 2003 e mantengono in parte il nome originario – Tu la conosci Frida? – , inventato da una coppia di architetti che ha gestito il locale nei suoi primi due anni di vita, dopo averlo fondato nel 2001. La particolarità della nuova, e ormai più che decennale, gestione, è quella di avere unito il bar (che funziona dalle 12 alle 15 per il pranzo e poi riapre in forma di pub dalle 18 a notte inoltrata) al negozio adiacente, che fa, invece, un orario più diurno (continuato dalle 10 alle 20 con alcune serate di apertura prolungata). E’ Stefania a occuparsi del negozio, in cui tiene una collezione di abbigliamento vintage usato o di recupero, oppure nuovo purché di origine biologica controllata. C’è una grande attenzione al prodotto fin dal suo concepimento, secondo una tradizione di Fair Trade che in Italia stenta a decollare, mentre nella comunità europea e soprattutto nel Regno Unito è già molto più diffusa. Non è un caso, infatti, che Stefania si trovi ad acquistare quasi interamente i suoi capi in Inghilterra, nonostante questo – essendo un mercato low cost – riduca sensibilmente le opportunità di guadagno. Ma la qualità, da Frida, viene prima di tutto, con la speranza che l’essere pionieri di un nuovo modo di vestire nel rispetto dell’ambiente possa dare i suoi frutti dopo i primi anni di investimento. La clientela dell’abbinata locale – negozio è molto trasversale e conta molti turisti stranieri e gente della zona, secondo quel meccanismo virtuoso che sta aiutando il quartiere Isola a diventare una piccola città nella città, quasi sempre all’avanguardia almeno per quanto riguarda il settore della cultura e del tempo libero. La zona è combattuta tra innovazione e tradizione, le botteghe sono più che mai vive e agguerrite, ma stanno pian piano accettando la sua nuova fisionomia, integrando i grattacieli, le nuove piazze, la metropolitana e le trasformazioni che si succedono qui più che nel resto di Milano, come a voler sottolineare che questo è il quartiere su cui si punta. La fortuna di essere a Isola, me lo dice Francesco, è che si instaura facilmente un bel rapporto con il vicinato, che spesso, in altre zone, è causa di proteste e costringe a pesanti rinunce i gestori di locali di questo tipo. Da queste parti, invece, i locali proliferano in un clima di collaborazione nel comune obiettivo di riqualificare il territorio. Anche il Frida organizza numerosi eventi multidisciplinari, fra cui spiccano sicuramente le serate musicali e le mostre che colorano le pareti. Il martedì sera si suona funky nella serata cult  “Mardi gras” dalle 20 alle 24. Il venerdì si fa più tardi con un dj set che anima la notte prima del weekend. Spesso il mercoledì sera c’è musica dal vivo, a volte giovani band emergenti, altre volte musica jazz suonata al pianoforte del locale. Ogni tanto hanno tentato anche con il teatro, piccole performance di un minuto recitate direttamente ai tavoli. Imprevedibili le reazioni del pubblico. Sul fronte delle esposizioni, hanno avviato una virtuosa collaborazione con l’Accademia di Brera, consentendo ai giovani artisti neodiplomati di farsi conoscere.

FRIDA
Via Pollaiuolo, 3

Tel. 02 680260
www.fridaisola.it

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