Ex Fabbrica delle Bambole

L’ascensore del condominio di Via Arimondo 1 conduce direttamente in un appartamento pieno d’arte, fuori dal tempo, sospeso in un’atmosfera surreale, ricchissima di idee, suggestioni, colori, forme, installazioni, sculture, quadri. Ovviamente devi avere un appuntamento, altrimenti si salta il piano! E’ in mezzo a tutte queste opere d’arte che mi accoglie Rosy, moglie del celebre e poliedrico artista Gustavo Bonora, scomparso un anno fa, pittore, psicanalista lacaniano e anche assistente scenografo di Luciano Damiani al Piccolo Teatro di Giorgio Strehler. Alla sua memoria saranno dedicati numerosi eventi che Rosy sta organizzando grazie all’attenzione che al marito viene tributata anche fuori da Milano. La storia di Rosy e Gustavo è strettamente avvolta al mondo dell’arte e al suo mercato, da cui hanno sempre cercato di non essere schiacciati. Negli anni Ottanta hanno gestito una galleria d’arte a Milano, e Rosy mi confessa di rimpiangere molto i tempi in cui la nostra città era amministrata da Guido Aghina, un assessore illuminato, capace di inventare innumerevoli iniziative culturali che hanno arricchito le serate sotto la Madonnina. Il disincanto degli anni successivi spinge la coppia ad allontanarsi dal mercato dell’arte – Rosy si occupa di eventi da libera professionista e il marito approfondisce la sua ricerca nella psicanalisi – per poi trasferirsi undici anni in Liguria, sopra Sestri Levante, a coltivare l’orto e a godere dei piacere della natura in provincia. Il richiamo della città si fa però sentire ed ecco che i due tornano a Milano nel 2010 e prendono in gestione la Ex Fabbrica delle Bambole, un grande spazio che fu sede della produzione industriale della Mattei. Dopo pochi anni si accorgono che i tempi sono cambiati, le gallerie d’arte a Milano prolificano in maniera anarchica, si vende poco e male e i giovani artisti sono spaesati e confusi. Decidono di dedicarsi prevalentemente all’attività di formazione, mettendo a disposizione la loro esperienza. Lasciano lo spazio che avevano preso in gestione, ma non il marchio di “Ex Fabbrica delle Bambole”. Un nome che racconta tanto, racconta la voglia di riconvertire vecchi spazi in qualcosa di nuovo che mantenga un ponte con la Milano che fu, racconta l’artigianato che si fa arte, racconta la nostalgia ma anche la tenacia di chi resiste e si trasforma per non cambiare pur restando al passo coi tempi. E così adesso tutte le attività vengono portate avanti da Rosy che si avvale della collaborazione di Alice e Salvatore, due giovani che si sono formati in ambito artistico. L’iniziativa principale è un ciclo triennale di seminari, laboratori e workshop destinati a un gruppo molto selezionato di artisti emergenti, che Rosy segue pedissequamente per dare loro una identità e suggerire strade, porte, squarci possibili per entrare nel mercato senza perdere la propria poetica, ma anzi rafforzandola. Spesso organizzano mostre di opere di questi e di altri artisti sia qui sia in altri spazi con cui collaborano – fra cui altre due Anime Nascoste: Spazio Mantegna e Spazio Tadini! – e altri eventi culturali come proiezioni di film rari (ad esempio una rassegna su Jacques Tati), documentari, video di artisti e anche laboratori di lettura dei tarocchi. Il valore aggiunto di questo luogo è il gusto con cui sono disposte le opere alle pareti, le installazioni site specific come il lampadario di cartoline, fino all’orto sul balcone. Che l’arte sia un fatto di famiglia lo dimostra anche la mamma di Rosy, che fa capolino durante la nostra chiacchierata: 92 anni e ancora tanta voglia di disegnare e realizzare gioielli! Come a dire che l’amore per l’arte allunga la vita.

EX FABBRICA DELLE BAMBOLE
Via Arimondo, 1
www.exfabbricadellebambole.com

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