Enosud

Marco viene da Crescenzago, arriva a Milano, nel 2006 trova il posto giusto e da allora per lui il mondo è Enosud. Da quella data, instancabilmente, Marco tutte le sere è lì a servire da bere agli avventori, organizzare gli eventi, accogliere il pubblico e gli artisti che si esibiscono nella sua piccola sede, proprio di fronte al grande auditorium di Radio Popolare, dalle parti del Ponte della Ghisolfa. La prima cosa che gli chiedo è di spiegarmi la ragione del nome, che suggerirebbe un’enoteca che mesce vini del Sud, ma in realtà è frutto dell’ironica casualità di una serata passata a studiare lo statuto della nascente associazione, a pochi mesi dall’inaugurazione. Uno dei punti dello statuto delle associazioni culturali spesso prevede, infatti, la possibilità di condurre iniziative rivolte allo sviluppo della cultura enogastronomica nel Sud del mondo. Fantastico, deve aver pensato Marco, decidendo di contrarre e trasformare questo articolo burocratico nel nome della sua Anima Nascosta. Poi, chissà, magari lo eseguirà davvero prima o poi. Accanto a lui serve al bancone il giovane e simpatico Alessandro, ragazzo che viene da Quarto Oggiaro ed è stato uno dei primi clienti nel 2006, insieme a un gruppo di amici e compagni di scuola che hanno cominciato subito a frequentare con assiduità questo luogo di aggregazione veramente popolare, nel senso più nobile del termine. La clientela di Enosud è ancora legata a questo zoccolo duro di avventori della prima ora, che sono via via cresciuti e hanno fatto crescere il locale e le proposte culturali che lo animano quasi tutte le sere dell’anno, dai corsi di balli salentini, tarantella e musiche popolari, ai concerti dei giovani gruppi emergenti, fino a serate di teatro, poesia e perfino delle sessions di un gruppo di appassionati di musiche irlandesi che una volta al mese si ritrovano qui a condividere con il pubblico la loro curiosa passione. Marco mi racconta con rimpianto i primi anni di attività, dove forse tutto era più facile, la gente usciva e non si faceva i conti in tasca per ogni piccola spesa. Ora è difficile, gli eventi vengono selezionati con cura, le persone puntano al cibo quando vanno a fare l’happy hour e la musica dal vivo non ha più l’appeal e il sapore di valore aggiunto come qualche anno fa. Ma lui – e il suo entusiasta collaboratore Alessandro – non si arrendono, continuano nella loro bella attività di talent scouting di nuove promesse, disposte a esibirsi in cambio di un rimborso spese e di un applauso caloroso in mezzo a questi tavolini colorati. L’occhio mi cade sulle fotografie appese alle pareti, omaggi di artisti che hanno la possibilità di allestire piccole mostre con temi prettamente sociali. Il rammarico di Marco è quello di non riuscire a mischiare i pubblici, chi viene a Enosud per un evento, la sera dopo non torna per una proposta diversa, c’è poca curiosità, si rischia poco, non ci si dà la possibilità di “sbagliare” serata o di essere, al contrario, piacevolmente spiazzati da qualcosa di nuovo. Parlando del futuro, Marco mi confessa che a suo parere Expo è una grande illusione. Il sogno è farcela tutti i giorni, superando la linea di galleggiamento per riuscire a vivere della propria passione. Uno degli obiettivi da implementare è la collaborazione con Radio Popolare, che ha sede proprio sopra Enosud e con cui lo scambio è fertile ma ancora sporadico, pur avendo già portato alla realizzazione di alcuni progetti nati da un’idea di Marco.

ENOSUD
Via Ollearo, 5
http://enosud.it

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