Dimora Artica

Questa settimana vi propongo nuovamente un’incursione nell’universo sconfinato delle piccole gallerie d’arte indipendenti che pullulano a Milano, dando visibilità a tanti giovani artisti emergenti di qualità che non trovano spazio nel circuito istituzionale, divorato dalle regole di un mercato folle e anacronistico. Dimora Artica, che non per caso si trova in zona Turro, tra via Padova e viale Monza, come Assab One, Mars e altri luoghi simili almeno per intenti, nasce esattamente un anno fa, nell’aprile del 2013 per volere di Andrea Lacarpia, che abbandona il nickname d’artista che aveva contraddistinto i suoi primi anni di carriera da pittore. Lascia il pennello per dedicarsi a tempo pieno all’attività di curatore, che gli consente di studiare, analizzare e suggerire stimoli creativi ad altri artisti. Inaugura così questo piccolissimo, ma gustoso spazio indipendente, ristrutturazione di un magazzino condominiale che fu anche l’angusta abitazione di qualche custode prima che il palazzo venisse completamente ristrutturato e denominato “Il Cairo” per il sapore esotico del cortile interno e per la forte presenza della vivace comunità egiziana. Dimora Artica è un nome molto evocativo, preso in prestito da un libro di un importante scrittore indiano, dal nome impronunciabile per noi, Bal Gangadhar Tilak. Il professore di fine Ottocento ipotizza che la razza indoeuropea non derivi da popolazioni del Sud del mondo, bensì addirittura dall’estremo Nord, poiché il punto di vista della volta celeste che appare nei loro disegni è esattamente quello che si ha guardando il cielo dal Polo Nord. Suggestiva teoria che ci vorrebbe figli di una terra all’apparenza molto ostile. Ecco allora che la “dimora artica” è simbolo di un luogo difficile, ghiacciato, immobile e nemico, in cui però possono nascere la vita, la cultura, l’arte. Come Milano, insomma, città che Andrea ama molto, proprio per il suo essere un igloo in cui si può trovare il proprio spazio, a patto di coltivarselo e custodirselo con tenacia e abnegazione quotidiana. Insieme ad Andrea, condivide questo progetto ambizioso e importante un altro artista e curatore, Luigi Massari. Lo spazio è particolare, una stanzetta bianca con una scala a chiocciola che conduce a un soppalco in cui si può camminare solo a capo chino, dove le opere stanno a pochi centimetri da terra, chiedendo di essere osservate da una prospettiva inusuale. In un anno di attività si sono succedute già parecchie mostre, da scultura a pittura, fotografia, collage e arti applicate con alterna fortuna di pubblico e di stampa, anche se ora si è creato un seguito di affezionati, soprattutto giovani artisti, che prende sempre parte alle inaugurazioni – quasi sempre di venerdì sera – dando continuità a un percorso che vede nella curatela una caratteristica fondamentale di ogni esposizione. Tutti gli artisti che passano di qui vengono seguiti, guidati e ispirati da Andrea, che studia apposta per loro un tema, un titolo e addirittura un simbolo che racconti il loro percorso artistico inserendolo in un più ampio discorso filosofico sul rapporto tra arte contemporanea e cultura tradizionale. Ad Andrea chiedo che senso abbia un’arte contemporanea sempre più autoreferenziale e distante dalla gente. La sua risposta mi colpisce: si paragona a un alchimista medievale che se ne sta chiuso in laboratorio per anni senza comunicare le sue ricerche a nessuno. Solo quando trova una pozione efficace, il suo effetto contagia l’intera società.

DIMORA ARTICA
Via Boiardo, 11
Tel. 380 5245917
www.dimoraartica.com

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