Dicocibo

Silvia, Roberta e Chiara sono tre amiche appassionate, socie dal 1995 della Ditta, agenzia pubblicitaria di rilievo a Milano. Negli anni è cresciuto in loro l’interesse per l’arte e l’artigianato in tutte le sue forme, non ultima la cucina di qualità. Hanno cominciato scrivendo un libro, finalista al Premio Bancarella per la cucina, dal titolo “Non è vero che tutto fa brodo”, raccolta di dieci racconti abbinati a una ricetta per costituire un menù al confine tra letteratura e cibo. Uno di questi racconti, “Il flan di carote”, è presto diventato un copione teatrale che hanno messo in scena con l’aiuto di Giorgio Centamore, autore televisivo e drammaturgo, creando il primo esempio – era il 2009 – di quello che ha poi cominciato a spopolare come teatro-cucina. Sfondare nell’ambiente teatrale con un prodotto brillante, ma di nicchia, si è rivelato più difficile del previsto e ha un po’ deluso le tre socie, che nel 2010 hanno deciso di svoltare: “facciamocela noi una cosa come piace a noi” e hanno fatto Dicocibo, un piccolo ristorante in zona Piazza Wagner all’insegna del triplice impegno dire, fare, mangiare. La prima cosa che hanno voluto che ci fosse nel loro spazio è un piccolo palcoscenico, leggermente rialzato e protetto dal resto dello spazio ristorante, con tanto di fari teatrali e fondale nero fatto come una lavagna su cui si possono dipingere le scenografie. Roberta ci tiene a precisare che qui non hanno mai messo in scena il loro “Flan di carote”, perché sarebbe un ripiego per uno spettacolo nato per un teatro vero. Qui si fanno cose nate apposta per il connubio cibo – spettacolo in serate che abbinano la cena a menu fisso (generalmente dalle 20.30) con l’evento live che inizia alle 22.30. L’obiettivo è di creare un mood, un’atmosfera, evocata dalle luci, dagli arredi, dai colori e ovviamente dal menu, in cui il cliente possa perdersi fin dal momento in cui entra nel locale, per diventare poi spettatore e uscire rigenerato da una serata di cultura a 360 gradi. Il mercoledi sera organizzano serate gourmet o cene di degustazione con mini-corsi di cucina, il giovedi aperitivo e piccola cena accompagnati da musica dal vivo e il venerdi sera musica, teatro, o cabaret. Le altre sere il ristorante resta chiuso e mantiene solo l’apertura per il pranzo, con lo chef Antonio Policastro, che reinterpreta la tradizione con un gusto innovativo che parte da un’attenta ricerca teorica. Non assaggerete prelibatezze fatte con l’azoto liquido o gli ultimi ritrovati della scienza prestata alle stelline della ristorazione, ma una semplicità genuina e italiana servita con stile e attenzione in una cucina a gestione quasi familiare. Per quanto riguarda gli eventi, Roberta e Silvia mi mostrano innumerevoli locandine che presentano le serate dell’anno scorso e quelle in previsione per quest’anno, tutte all’insegna dello spettacolo dal vivo. Si va dalla musica jazz al teatro, con Oliviero Corbetta in veste di attore nel “Viaggio dell’elefante” tratto da un romanzo di Josè Saramago o le serate di poesia, sempre con l’accompagnamento della musica dal vivo. Non mancano poi le serate di cabaret con alcuni nomi noti del piccolo schermo prestati da Zelig o la meravigliosa artista di strada Madame Pistache con il suo spettacolo di struggente delicatezza. Divertente l’iniziativa dei Menu della Poesia organizzata da due giovani attori che leggono un repertorio di testi poetici “su ordinazione”.

DICOCIBO

Via Antonio Cecchi, 10
Tel. 338 385 0830
www.dicocibo.it

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