Centro Studi Assenza

“Il cervello si mise a sognare il venir meno del mondo del quale esso stesso era generatore e dal quale era generato: mentre sognava questo mancamento anch’esso si mise a mancare: le connessioni che lo tenevano insieme incominciarono a venir meno, segnando la legge della generale scomparsa ch’era in atto”. Quello che vi racconto questa settimana è qualcosa di incredibile e sorprendente, sia per la straordinaria complessità teorica su cui si regge, sia per le infinite potenzialità pratiche che esplora, intreccia e mischia in un turbine di suggestioni. Il Centro Studi Assenza di via Stromboli è un grandissimo spazio multifunzionale su diversi piani, completamente ristrutturato da un team di architetti all’inizio degli anni Ottanta secondo un’organizzazione avanguardistica degli spazi, sospesi fra scale, lucernai, stanze e corridoi che trasformano i quasi mille metri in una sorta di labirinto magico in cui perdersi per trovare se stessi. Voluto dal poliedrico e geniale Paolo Ferrari, medico specializzato in psichiatria, volontariamente allontanatosi dall’Università per continuare le sue ricerche in libertà, il Centro è il suo grande laboratorio dove studiare i procedimenti del cervello “in-assenza”, ovvero quel particolare meccanismo di selezione che tutti noi facciamo inconsciamente tantissime volte al giorno, per apprendere informazioni. La cosa meravigliosa che rende particolare questo posto è che il professor Ferrari non compie la ricerca come ci aspetteremmo da un medico – in laboratorio con le cavie e i ratti – ma ad ampio raggio, coinvolgendo tutte le discipline creative in una fusione tra arte e scienza che spalanca nuovi orizzonti anche al visitatore meno introdotto. Alle pareti sono appesi quadri di tutte le dimensioni, realizzati con una tecnica pittorica originale, spesso trasformando una fotografia con stratificazioni successive dell’artista. Ci sono anche diversi pianoforti disseminati per tutto il Centro con strane partiture in evidenza, quadri denominati “pozzi” disposti in terra, poiché appunto fotografie rielaborate del fondo di un pozzo, e poi libri, quaderni, la sede di una vera e propria casa editrice indipendente – ObarraO – , e ancora sculture indiane, tende esotiche, strumenti medici in un sincretismo culturale da capogiro. Guidato dall’anima pulsante di questo luogo, Susanna Verri, compagna di viaggio di Paolo Ferrari fin dagli anni Settanta, mi inoltro alla scoperta dei vari ambienti del Centro Studi, dove risiede un nutrito gruppo di professionisti che lavorano in squadra secondo il metodo “in-Assenza”, portando avanti la ricerca nei vari ambiti di competenza. Ci sono studi di giovani architetti, editori, traduttori, artisti, musicisti, filosofi, studiosi di cinema e al piano più alto gli studi medici di Susanna e Paolo, psicoterapeuti in-Assenza, lei al lavoro con i pazienti, lui formatore di nuovi professionisti capaci di tramandare il metodo alle nuove generazioni. Sembra di essere nella fucina di un’avanguardia storica, e in specie del Futurismo, dove artisti di ogni disciplina procedevano a braccetto, redigendo manifesti di settore ispirati tutti dai medesimi princìpi. Per chi volesse visitare il Centro, è possibile curiosare nella biblioteca oppure prendere parte alle serate teatrali, periodicamente aperte al pubblico, in cui Paolo Ferrari e la sua bravissima attrice Erika Carretta mostrano gli esiti progressivi del loro percorso di spettacolo “Oblida – Io Dimentico”. Ma soprattutto vengono di frequente organizzati brevi seminari per avvicinarsi con la pratica alle caratteristiche dell’affascinante “Asistema in –Assenza”.

CENTRO STUDI ASSENZA
Via Stromboli, 18
Tel. 02 4699490
www.centrostudiassenza.org

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