Centro Asteria

Sono arrivate nel 1952 quando il quartiere Spaventa era l’estrema periferia della metropoli appena uscita dalla guerra e ancora piegata dalle difficoltà di una lenta ricostruzione. Loro sono suore dorotee di Cemmo, grintose ed estremamente competenti, coadiuvate da un gruppo di laici. Hanno cominciato da una scuola, la celebre e ancora solida Cocchetti – intitolata alla sua fondatrice, donna di enorme carisma definita la “Don Bosco della Valcamonica” – per poi allargarsi e fondare, era il 1990, il Centro Asteria, deputato all’accoglienza dei ragazzi della periferia di Gratosoglio, ma non solo, per educarli e fornire loro la possibilità di trascorrere giornate migliori e crescere secondo valori morali forti. Mi accolgono Suor Giulia – una vera autorità nel Centro – e suor Elisabetta, fiera della sua nuova tesi di laurea in cui presenta un progetto innovativo sul cinema e la scuola, appena realizzato con successo. Sembrano instancabili queste donne, circondate di libri, progetti e spazi meravigliosi, su tutti un auditorium da quattrocento posti e una palestra degna di un’Olimpiade, dotata addirittura di una parete mobile che scende qualora si voglia dividere lo spazio in due locali più piccoli. Sport e teatro sono i presidi culturali su cui si fonda la missione di questo centro, che vuole essere un polo di aggregazione sociale giovanile aperto al dialogo con il territorio e con tutti i suoi abitanti e le sue istituzioni, senza differenza di colore o appartenenza, nella convinzione che si cresca solo valorizzando e rispettando le reciproche differenze. Suor Giulia mi racconta la sua lunga esperienza con le amministrazioni locali di entrambe le parti politiche e sottolinea come, indipendentemente dalle ideologie, siano sempre risultate vincenti le scelte che hanno valorizzato l’esistente, spingendo sui punti di forza di ciascuno e senza pretendere di escludere chi la pensa in modo diverso. Uno dei motivi di eccellenza di questa struttura – tecnicamente molto attrezzata – è la scuola di musica cui si lega una stagione di concerti di altissima qualità. Uno degli eventi di maggior successo e prestigio, baciato da un successo crescente, è l’appuntamento con “Corde d’autunno”, un concerto per chitarre cui partecipano ogni anno giovanissimi musicisti e artisti delle sei corde. Tutte le mattine dell’anno l’auditorium si affolla di studenti provenienti dalle scuole superiori di Milano e dell’hinterland, ma anche classi che arrivano fino dalla Liguria e dal Piemonte. La stagione concertistica si accompagna a quella teatrale, in cui spiccano spettacoli di attrici impegnate nel sociale e nella divulgazione del pensiero, come Lucilla Giagnoni, Paola Bigatto, Laura Curino, capaci di realizzare con le loro performances intere settimane di sold out che testimoniano la ricettività delle nuove generazioni. C’è poi una importante scuola di danza e di musica, avviata da Suor Bianca, anima che ha dato inizio a tutte queste attività culturali, purtroppo scomparsa qualche anno fa, lasciando un vuoto ancora difficile da colmare. Ogni stagione ruota attorno a un macrotema in cui vengono contestualizzati spettacoli e conferenze. Quello che maggiormente colpisce parlando con Suor Giulia e Suor Elisabetta è la tenacia delle loro convinzioni e la pervicacia con cui le portano avanti in un dialogo continuo con le istituzioni educative e culturali della città, senza arretrare di un passo rispetto ai canoni della qualità e dell’attenzione ai ragazzi. Il Centro Asteria è un punto di riferimento nel quartiere, vero cuore pulsante della periferia.

CENTRO ASTERIA
Via Giovanni da Cermenate, 2

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