Casello di Porta Volta

Milano conserva ancora alcuni gioielli della sua tradizione, che, attraverso mutevoli identità rivelano tracce indelebili delle loro origini. A Porta Volta si trova quello che inizialmente era il casello per la riscossione del dazio d’entrata in città. Si tratta di un edificio nato intorno al 1830, prima del Cimitero Monumentale, che troneggia a poche centinaia di metri da qui. Dal 1918, dopo diversi anni di abbandono seguiti all’Unità d’Italia, il casello torna in vita come ritrovo ufficiale degli ex combattenti e dei reduci di guerra, popolandosi nel corso dei decenni di centinaia e centinaia di sopravvissuti alla prima e – ben presto – anche alla seconda guerra mondiale. Il Casello di Porta Volta è stato il ritrovo dei reduci fino al dicembre del 2014, quando l’ultimo di loro – Rolando Lizzi – è mancato, all’età di 93 anni, alla fine di una vita gloriosa e fiera, che lo ha visto animare questo ritrovo tutti i giorni dei settant’anni che ci separano dalla fine dell’ultimo conflitto. Da quattro anni, però, questo luogo magico nascosto tra le mura della Milano che fu, ha trovato una nuova identità, che inizia verso le 19.00, quando i vecchi soci tornano a casa dopo un pomeriggio trascorso a chiacchierare, giocare a carte o sfidarsi a bocce e biliardo, e arrivano i giovani, nuovi ma già affezionati frequentatori. L’anima della nuova gestione si chiama Nunzio Taccardi, che dal 2011 ha raccolto l’eredità del locale e lo sta lentamente trasformando in un posto diverso, nel pieno rispetto dei soci, ma con il chiaro e sensato obiettivo di dargli nuova vita, slegata dalla guerra e dai ricordi di un’Italia che ormai non è nella memoria quasi più di nessuno. Nunzio ha cominciato la sua carriera come dipendente, lavorando poi per otto anni in un’osteria di Viale Certosa, da cui se n’è andato quando è iniziata la crisi, e ha deciso di rilevare il circolo, salvandolo da una situazione molto complicata in cui era precipitato per incuria e lungaggini burocratiche. Nunzio mi appare un uomo dal grande entusiasmo, che si dedica giorno e notte al progetto del nuovo Casello. La mattina – mi racconta – non c’è molto movimento, e allora può starsene nel cortile interno, sotto le fronde fra i tavolini, a pensare, scrivere  organizzare nuovi sviluppi. Dall’ora di pranzo in poi cominciano ad arrivare i soci, che sono oltre un centinaio, anziani signori che amano passare qualche ora in compagnia. Mi dice che sta cercando di ammorbidirli pian piano, con lo scopo di tenere aperte le porte del circolo a tutti, non solo ai tesserati, come un normale bar, dall’atmosfera originale e davvero suggestiva. Alle pareti le armi sono appese come trofei di un mondo antico, circondate da quadri di caccia e cornici di legno, a sovrastare il bellissimo tavolo da biliardo e i tavolini antistanti il bancone, massiccio totem dietro il quale Nunzio serve birra e caffè. All’orario dell’aperitivo il locale si popola di giovani, che passano le serate a giocare a freccette, calcio balilla, ping pong, biliardo, o ad ascoltare concerti e vedere spettacoli teatrali e intrattenimenti dal vivo organizzati nel patio esterno, dove un palchetto allestito di tutto punto offre agli artisti ottime occasioni di visibilità e coinvolgimento del pubblico. Tutta la zona esterna è coperta per l’inverno, in modo che l’attività culturale possa durare tutto l’anno. Il desiderio di Nunzio sarebbe quello di incrementare gli appuntamenti, legandoli anche alla memoria del luogo, creando un archivio fotografico dei reduci, mostre e occasioni per ricordare. Il posto è davvero magico: sentir parlare in milanese alle tre del pomeriggio mentre si beve un caffè in un patio fresco e riparato non ha prezzo, e non può avere età.

CASELLO DI PORTA VOLTA
Via Volta, 23
Tel. 02 6575872

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