Cascina Cuccagna

Da tre anni e mezzo, da quando cioè ha aperto le sue porte alla città nell’aprile del 2012, la Cascina Cuccagna è diventata un punto di riferimento dello svago, della cultura partecipata e soprattutto di un nuovo modo di intendere la collaborazione e la cooperazione fra soggetti diversi che condividono un obiettivo comune, che punta a restituire a Milano uno dei suoi spazi più antichi e suggestivi, attraverso un percorso di riconversione e innovazione davvero importante. Mi guida alla scoperta dei numerosi punti di interesse di questa cascina appena restaurata la giovane e appassionatisima Elisabetta. Mi porta a scoprire il ristorante e bar “Un posto a Milano”, già affollato alle sette di sera; poi le stanze dell’ostello adiacente; poi l’orto condiviso; le sale adibite a corsi di yoga, teatro, musica e attività per bambini; la falegnameria; la ciclofficina ricavata in un container a lato della struttura; e poi gli uffici e gli ultimi due compagni di viaggio, arrivati da pochissimo: la coloratissima Fioreria e l’enoteca Le vigne di Giotto, gestita da un esperto di vini e di montagna che unisce le sue passioni in questo piccolo luogo magico, dominato da un grande camino del Seicento, pieno di bottiglie provenienti da piccole cantine di qualità, per una selezione attentissima di ottimi vini. Tantissime realtà che abitano insieme gli spazi della Cascina, che gravitano tutti intorno al giardino centrale. Le associazioni che li gestiscono coordinano iniziative sociali e culturali di ogni tipo, ospitando eventi, persone, idee e progetti. Mi piace citare il ricchissimo programma di rassegne di cinema, teatro e reading divenuto ormai punto fisso del lunedì sera, con ritrovo a partire dalle ore 20. Ma quello che veramente colpisce dopo avere conosciuto questo “avamposto agricolo in centro città” è la storia che lo ha portato ad essere il primo esempio in Italia di un nuovo modello socioculturale, che speriamo possa avere futuro anche altrove, perché davvero intercetta tanti punti di sensibilità contemporanea, dallo svago alla responsabilità verso il bene pubblico e l’ambiente, tutto in piena legalità e collaborazione con le istituzioni, che certamente potrebbero fare di più, ma almeno non ostacolano. Le prime testimonianze riguardanti la cascina risalgono al 1695, quando apparteneva ai Padri Fatebenefratelli ed era utilizzata per la coltivazione di erbe officinali. Verso il 1920 eredita il nome di Cuccagna da una cascina contigua, abbattuta per lasciare spazio alla circonvallazione. Ospita botteghe artigiane e una celebre osteria, finché nel 1984 diventa proprietà del Demanio Comunale, iniziando un tragico percorso di progressiva decadenza, occupazioni abusive e sgomberi, fino alla chiusura definitiva nel 1994. Già pochi anni dopo, però, un gruppo di cittadini e associazioni della Zona 4 inizia a interessarsi di questo bene pubblico in rovina, fondando la Cooperativa Cuccagna e promuovendo una serie di iniziative volte al suo recupero, organizzando momenti di confronto negli spazi della cascina rimasti in qualche modo “agibili”. Viene poi costituita l’Associazione Consorzio Cantiere Cuccagna, che si fa promotrice di un progetto di intervento, che mira al restauro architettonico dello stabile, per realizzare un Centro polifunzionale aperto all’intera cittadinanza. Nel 2004 il Comune di Milano emana finalmente un Bando Pubblico per l’affidamento della cascina in concessione d’uso ventennale, con l’obbligo di restauro conservativo integralmente a carico del concessionario. L’Associazione partecipa e vince: il sogno diventa realtà e la crescita di un progetto bellissimo sembra ormai inarrestabile e pienamente condivisa da tutti gli abitanti.

CASCINA CUCCAGNA
Via Privata Cuccagna 2
Tel. 02 83421007
www.cuccagna.org

 

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