Capoverde

“Ogni attività all’interno di Capoverde è come una ruota di un grande ingranaggio sempre in movimento”. Così si presenta un negozio eclettico, originale, capace di resistere dal 1999, creandosi uno spazio e un’identità riconoscibile e forte a Milano, in zona Loreto. In un grandissimo spazio ricavato dalla riqualificazione di una concessionaria di automobili abbandonata, ha sede un negozio di fiori e piante abbinato a un vivaio, a una erboristeria e a un ristorante con cento posti a sedere in mezzo al verde della serra e del cortile. Capoverde nasce per volere della Società Botanica Servizi, presieduta e diretta da Giacomo Crema con l’aiuto di Cristina Bondioli, oggi anima pulsante del negozio di fiori. Giacomo e Cristina già alla fine degli anni Novanta hanno intuito con lungimiranza che la tendenza per i locali milanesi sarebbe stata quella di unire specificità diverse per aggregare persone legate da vari interessi. L’obiettivo è stato fin da subito quello di non essere solo un punto vendita o un ristorante, ma uno spazio culturale di ampio respiro dove passare del tempo a contatto con la natura e con l’arte. Si avvicendano, infatti, alle pareti del negozio, mostre di pittura, fotografia, arti visive, ma anche installazioni che dialogano con le piante, sempre dando spazio ad artisti emergenti in cerca di una visibilità non convenzionale. Anche l’idea di utilizzare uno spazio così grande aprendo un ristorante è stata vincente, soprattutto per il fascino inarrivabile di mangiare immersi in una vera e propria serra, in cui sembra di essere all’aperto, a migliaia di chilometri da Milano, in un’isola felice e poetica. Il locale è molto grande, a Cristina scappa anche la parola “sovradimensionato”, dovuta alle difficoltà di gestione date dalla crisi, che riduce i consumi dei clienti, ma non certo i costi di mantenimento di questo piccolo – grande villaggio naturale nascosto all’angolo di via Leoncavallo. Il rammarico maggiore di Cristina, che adora il suo gioiello e ne condivide tutto il percorso di quotidiana resistenza, è la zona in cui si trova, al confine con aree riqualificate e rese molto migliori negli anni – Città Studi e via Padova  – a scapito della terra di confine, dove la delinquenza e la decadenza sembrano avere preso il sopravvento. Cristina mi confessa che vorrebbe spostarsi, ma non è facile trovare un luogo analogo per fascino e dimensioni, oltre al dispiacere di abbandonare una scommessa importante. Quindi, per adesso si resiste, aiutati dalla clientela di affezionati, che frequentano assiduamente le varie attività di Capoverde, grazie anche al rapporto diretto con i vari gestori, dalla ristoratrice Lucia dos Santos, nativa dell’isola esotica da cui prende il nome il complesso, fino alla signora Lida, che si occupa dell’erboristeria all’ingresso. Il valore umano di chi lavora nella struttura è l’elemento fondamentale che caratterizza la gestione di questa grande Anima Nascosta, in cui a volte prendono vita eventi interessanti, che incrociano le varie discipline, come la bella iniziativa degli Aperigami, aperitivi accompagnati dalla creazione di origami grazie alla partecipazione di alcune ragazze specializzate nella manipolazione artistica della carta secondo la tradizionale scuola giapponese. Cristina ha organizzato anche presentazioni di libri in una sala del ristorante, alcuni corsi e laboratori legati alla natura, ma sembra avere un po’ paura di lanciarsi in una programmazione più assidua, perché purtroppo la partecipazione dei clienti non sembra aver premiato i primi tentativi. Il posto merita, la zona va conquistata alla cultura. Fate un salto a Capoverde, e scommetto che ci tornerete spesso.

CAPOVERDE
Via Leoncavallo, 16
Tel. 02 26820460
www.capoverde.com

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