Budineria

Budineria è un locale storico della Milano dei Navigli, nella suggestiva, lunghissima via della Chiesa Rossa, che costeggia l’acqua e conduce i milanesi verso la campagna oltre Piazzale Abbiategrasso. Da due anni la gestione di questo pub è cambiata, grazie all’intervento appassionato e convinto di un giovane barman arrivato da Canosa di Puglia con la grinta di chi si innamora di Milano e vuole conquistarla. Vincenzo mi accoglie mentre pulisce con cura maniacale il pavimento appena rifatto, si era dimenticato della nostra intervista, o forse finge per timidezza, spaventato all’idea di raccontarsi, ma ben presto si lascia travolgere dall’entusiasmo che lo ha spinto a mettersi in proprio e mi mostra le nuove panche, le pareti ridipinte e decorate con una carta da parati irlandese, e poi le foto, i quadri, i bagni completamente ristrutturati, la cucina, anch’essa sistemata e ottimizzata per preparare tutti i giorni cibi espressi, grazie a uno chef d’eccezione, la bravissima mamma Elisa, aiutata dal paninaio Andrea. Accanto al nome storico si è aggiunta la dicitura Irish pub, per marcare una discontinuità con la gestione precedente, pur nel solco della tradizione, che punta su una produzione artigianale di ben quattordici tipi di budino, fiore all’occhiello di questo locale – ce n’è per tutti i gusti dal classico cioccolato ai più ricercati cocco e rum. Vincenzo arriva a gestire Budineria dopo una lunga gavetta che lo ha portato a conoscere un sacco di posti e a farsi un’idea chiara di quello che vuole ottenere. Nel suo passato c’è addirittura un diploma di “Maestro d’arte” alla “Scuola d’arte, restaurazione decoro per quadri e chiese antiche” e un lavoro da grafico pubblicitario, di cui resta traccia in alcuni originali manifesti appesi alle pareti del locale. Mi racconta di avere cominciato a stare dietro a un bacone quasi per scherzo, spinto da un amico che lo provocava: “chissà se uno che sa dipingere è capace di fare il caffè!” A quanto pare sì, dato che Vincenzo ha abbandonato la sua vocazione di pittore per intraprendere la carriera di barman professionista. Solo il suo corpo, pieno di grandi tatuaggi da lui stesso disegnati, tramanda il suo passato d’artista. Alla Budineria non mancano gli eventi, tutti i venerdì e sabato al piano di sopra, grande quanto il pianterreno, con un bel palco, piccolo ma funzionale, per l’esibizione di gruppi dal vivo, con possibilità anche di uno schermo per proiezioni, molto usato nelle feste private e nelle serate di grande calcio. Anche per quanto riguarda i concerti, Vincenzo ha ereditato una tradizione ben avviata dal precedente gestore, ma col tempo l’ha ringiovanita e implementata, passando da sei a venti gruppi che si avvicendano nel corso dell’anno, dai giovani emergenti a storiche band che suonano rock e blues anni Sessanta, per un pubblico che varia dai giovanissimi alle famiglie fino ai simpatici e vivaci pensionati nostalgici del tempo che fu. La regola è che sia sempre tutto in regola, nonostante i costi elevatissimi di Siae e agibilità. Ma la garanzia è la trasparenza dei rapporti e la qualità sempre elevata della proposta, che in tempo di crisi è una scelta preziosa. Ospite d’onore di parecchie serate alla Budineria è Biagio Antonacci, conosciuto tanti anni fa dal papà di Vincenzo, che organizzava la mitica “partita del cuore” per fini benefici e aveva stretto amicizia con alcuni cantanti. Biagio si vede spesso da queste parti, a volte anche in compagnia di altri vip. Il segreto del successo secondo Vincenzo? Non parlare mai dei quattro elementi tabù del perfetto barista: religione, politica, razzismo e calcio. Solo così i clienti si possono affezionare, provare per credere.

BUDINERIA
Via Chiesa Rossa, 53
Tel. 02 8467268

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